Si è sempre fatto così…

Si è sempre fatto così…

“Si è sempre fatto così” un’espressione che abbiamo sentito ripetere in più di una occasione e talvolta anche usato, per giustificare un comportamento o un modo di operare che ci veniva contestato.

Non si pensa però, a quanto sia pericolosa questa frase e questo atteggiamento mentale che è di fatto l’antitesi del miglioramento e dell’innovazione.

Il semplice fatto che “si è sempre fatto così” non è sufficiente per continuare, se non sappiamo quali siano state le ragioni iniziali e se sono ancora valide.

Quanto successo a Brosso due secoli fa, dev’essere da monito sulla pericolosità di questo atteggiamento, e sull’importanza di essere aperti ad altre opzioni e alla possibilità di cambiare per adattarsi alle nuove circostanze.

<< Il poco paese natio scarso di biade, e di armenti abbonda di selve e minerali, la natura ha disposto cosi perché la povertà fosse di stimolo all’industria. Sono secoli e secoli che gli abitanti di quelle valli selvose hanno inventato e coltivato un metodo semplice di curare la miniera ferrosa alla fornace e fabbricarne del ferro senza passare per la fusione della ghisa. Questo ferro, a dir vero è di inferior qualità, ma serve utilmente a molti usi in risparmio del ferro più fino detto d’Aosta, lo stato ha bisogno del ferro di Brozzo per gli usi di minor cospicuità come ha bisogno dei panni grossolani per vestire i meno facoltosi.

Gli antenati degli esponenti non hanno mai fatta speculazione. Essi hanno creduto che la loro occupazione fosse perpetua come è perpetua l’economia della natura; il seno delle montagne colla miniera e le selve col carbone avrebbero sempre alimentata la loro industria, e provveduto ala loro sussistenza; ora la cosa non è più cosi; grazie al uso del cannone>>

Queste poche righe del Intendente della città e provincia d’Ivrea nel 1815, descrivono il tramonto di un sistema economico e di una tecnologia che a Brosso era durata per secoli. Infatti, le prime notizie certe dell’esistenza di attività metallurgica nell’area brossese, si trovano in un documento del 5 gennaio 1244.

La tecnologia usata fino ad allora era quella del “Basso Fuoco”, nella versione locale detta “della Brossasca”, che era identica da secoli.  Una serie di statuti e misure protezionistiche avevano salvaguardato l’economia della comunità. In pochi decenni tutto ciò venne spazzato via dall’affermazione della fusione in “alto forno”, e da una serie di altri fattori concorrenti.

Mentre l’industria del ferro moriva, nello stesso periodo ne emergeva un’altra che sfruttava la pirite, fino ad allora considerata un impurità e perciò gettata nelle discariche: la fabbrica del “vetriolo” in regione Bore.

Un ulteriore riprova di come il tempo premia chi è in grado di investire in processi innovativi e in nuove tecnologie, chi è in grado di valorizzare gli scarti; e che per ottenere dei miglioramenti è indispensabile prendere le distanze dal “Si è sempre fatto così”

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